martedì 22 aprile 2008

RACCOGLIAMO I NOSTRI TRUCIOLI

Sono iscritto a Twitter, ma non lo uso mai. È qualcosa che mi affascina, ma che non comprendo appieno. Ogni tanto, do un’occhiata ai miei pochi contatti e lo chiudo facendomi sempre la stessa domanda: “Ma, a che serve”?

Poi, leggo il post di Palmasco di ritorno da un non riuscitissimo "Twitter-camp" (trasformato in un prodigioso Fooga-camp) da cui esce un bel ragionamento sul mezzo.

Dice Palmasco: “Il romanticismo di Twitter secondo me è quello dell'avanzo, del resto, dello scarto di lavorazione. Come i trucioli, per capirci, scarto e resto della lavorazione del legno. Lavoriamo su informazioni e idee, ci dobbiamo concentrare per assimilarne di più, meglio, in tempi più brevi. Ci dobbiamo concentrare perché le sintesi che offriamo siano accurate, esaustive ed abbiano appeal. Il nostro valore aggiunto è la capacità di sintesi, per questo ci dobbiamo concentrare. Con Twitter ci accorgiamo che il cervello che lavora, che si concentra, produce residui in gran quantità, scarti, avanzi. Trucioli che non valgono niente, ma che vengono prodotti lo stesso. Perchè non raccoglierli, con semplicità estrema, non so, allineandoli? Ne viene fuori un prodotto, una specie di compensato, forse non attraente, ma estremamente utile”.

Mi sembra un’ottima interpretazione su ciò che può rappresentare Twitter per i suoi utenti.
Ma resta aperta una questione: in che modo Twitter può creare un meccanismo sociale virtuoso?
Mi spiego: non rischia forse di essere troppo chiuso sui suoi stessi utenti.
Una sorta di “sfogatoio” fine a se stesso, insomma?

Molti dei blogger che conosco utilizzano spesso Twitter. Se mi dicessero (in quattro righe di commento) perché lo usano, e cosa ne traggono, sarebbe per me illuminante.

Grazie fin d’ora a chi vorrà contribuire a fare luce.

5 commenti:

Francesco ha detto...

La differenza tra twitter e un normale IM è che richiede meno attenzione (non devi rispondere direttamente come in un IM) e puoi utilizzarlo anche solo per avere una visione generale di quello che succede in rete e fuori dalla rete. C'è da dire che twitter sta avendo quell'ondata di popolarità che aveva facebook un anno fa, dove molti si iscrivono e utilizzano questo strumento perché risulta lo "strumento" del momento. Avere 2.000 Following è umanante devastante ;)

Elena ha detto...

http://brezzadilago.blogspot.com/2008/03/la-mia-laurea-da-twitter.html

ma penso tu l'abbia già visto ;)

Giorgio ha detto...

Come sai, non posso esserti utile: il mio account Twitter giace placido, embrione mai sviluppato.
In compenso, apprendo da Francesco, due commenti più in su, che Facebook era di gran moda l'anno scorso, mentre io comincio ad usarlo adesso. Forse io e te Twitter cominceremo a comprenderlo nel 2009 o 2010. Facciamocene una ragione...

Luisa L.G. ha detto...

Rifuggo istintivamente da twitter e similia: probabilmente ne capirò il senso ancora più tardi di Mauro e Giorgio ma per ora ne percepisco solo la dimensione "invasiva" e futile (per quale oscura ragione debbo rimanere in costante contatto col mondo e per comunicare cosa poi?).
Anche la teoria del recupero degli scarti di lavorazione del cervello per quanto affascinante non mi convince. O meglio non mi appaga nè mi consola che in qualche modo venga recuperato e trovi una nuova collocazione tutto ciò che a fatica ho cercato di eliminare o su cui, comunque, ho scelto di non investire in modo significativo.

Marco Migliavada ha detto...

Forse a un professionista del "short messagge service" quale tu sei Twitter potrebbe perfino sembrare utile, ma a me di mandare sms urbi et orbi o in mondovisione nonmenepuòfregàddemeno.