mercoledì 4 giugno 2008

TORNIAMO A MAQUALISONOLENOTIZIE

Un buon giornalista deve soprattutto saper riconoscere qual è la notizia: è questa la dote richiesta su tutte a chi fa quel mestiere. Dote che non tutti i giornalisti posseggono.
Infatti, non tutti sono buoni giornalisti.
Non è facile individuare la notizia. Né quando è rara e nascosta, né, paradossalmente, quando è in un contesto in cui ce ne sono troppe. È questo il caso di una notizia che recentemente ha fatto il giro d’Italia e che i cronisti locali, me compreso, hanno avuto in mano mesi fa, senza farsene un gran che.
Parlo del presunto coinvolgimento di mons. Alessandro Maggiolini (ai tempi dei fatti vescovo di Como) nelle indagini su don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio condannato in primo grado per il reato di violenza sessuale su un ragazzo minorenne del paese.
Secondo la Procura di Como, che ora ha indagato formalmente il prelato per favoreggiamento personale, Maggiolini avrebbe avvertito e messo in guardia il parroco di Laglio circa le indagini in corso su di lui.
Il fatto emerse nel corso del dibattimento già nel mese di novembre del 2007, (come testimonia questo post) quando, nella sua testimonianza, un ragazzo, teste dell’accusa e amico di don Mauro, riferì che il sacerdote, nel corso di una visita in Curia, fu messo al corrente di essere indagato.
Ecco cosa disse al telefono don Mauro al suo giovane amico, subito dopo quella visita, stando all'intercettazione agli atti:

Don Mauro:
“Il Vescovo mi ha detto che ha avuto una soffiata. Questo me
l’hanno detto stamattina il vicario generale e don Oscar, che il vescovo ha avuto una soffiata dalla polizia, che mi stanno pedinando per questo discorso qua. […] Poi gli faccio io al Vescovo: “Mi dica cosa devo fare”.
Mi fa: “Eh, tu stai calmo”. Gli faccio: “Come stai calmo?
Domani non so cosa succederà!”. “E tu stai calmo, vediamo”.

Sei mesi fa la notizia c’era già tutta, ma non fu ulteriormente approfondita.
Soltanto con l'apertura del nuovo fascicolo nei confronti di Maggiolini il caso è letteralmente esploso.
La domanda, che rivolgo a me per primo, è: prima dell'azione formale della magistratura, per un giornalista la testimonianza del ragazzo non era sufficiente a far scoppiare uno scandalo?

5 commenti:

Tenebrae ha detto...

bella riflessione, che me ne ha fatte nascere altre mille in testa... sempre interessante leggerti

Clanity184 ha detto...

...e se posso, la domanda che faccio io invece è: se anche qualche giornalista più o meno attento avesse ritenuto opportuno utilizzare questa "indiscrezione" per farne una notizia, prima che la questione assumesse una rilevanza penale, credi che avrebbe potuto liberamente far giungere le "semplici dichiarazioni del ragazzo" al grande pubblico senza interferenza alcuna?
Ti pare normale che un addetto al controllo avvisi il controllato che il controllore lo sta controllando? Quale potrebbe essere il fine, se non quello di evitare uno scandalo?
E quale censura dovrebbe ricevere la condotta del vescovo che invece di rifiutare "l'informazione" dalla polizia, l'ha usata per tentare di coprire le "presunte" magagne di un suo sottoposto?

Andrea ha detto...

Decisamente doveva essere sufficiente.

Paolo ha detto...

QUOTO:
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La domanda, che rivolgo a me per primo, è: prima dell'azione formale della magistratura, per un giornalista la testimonianza del ragazzo non era sufficiente a far scoppiare uno scandalo?
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Nel Tuo ragionamento, giornalismo e scandalo sono esattamente congruenti, sullo stesso piano.

Scusami, ma è INQUIETANTE.
Ovviamente, non condivido.

Paolo (Co)

Il MIGLIA ha detto...

@Paolo, la tua equazione è forse un po' forzata. Non è vero che GIORNALISMO=SCANDALO. Giornalismo è "notizia". Puoi tranquillamente sostituire la aprola "scandalo" utilizzata nel post e metterci "notizia".
Notizia che, in questo caso particolare, è "scandalo".
O meglio, "scandalosa".
Il mio, ovviamente, è un giudizio di merito, trattandosi di un blog personale.
Del resto, il fatto che un vescovo venga a conoscenza di indagini secretate su un suo parroco e, invece che capire se esista un grave problema all'interno della sua Diocesi, preferisca semplicemente mettere in guardia il sacerdote indagato, per me resta uno scandalo.