sabato 13 dicembre 2008

IL VALORE DELL'ESEMPIO

Per capire l'importanza di certi eventi basta dare un'occhiata alle biografie di chi vi partecipa. 

Nel convegno organizzato dal Coordinamento comasco per la pace sul tema "Liberté, fraternitè, legalità: non c'è pace senza diritto", sfilano persone che hanno un solo messaggio da portare: il loro esempio di vita.

E' gente, per capirci, che ha dato, e dà, la vita per uno scopo: la legalità

E' un concetto un po' desueto, è vero. Passato di moda. Essere semplicemente persone oneste oggi equivale ad essere dei fessi. Velleitari. Persino un po' sciocchi. Spero di restare sciocco e fuori moda a vita.

Diffido per natura da certe manifestazioni che, spesso, alla fine, si esauriscono nel loro colore, perché non riescono a penetrare nel tessuto sociale che gli sta intorno.

Sì, ma è colpa del tessuto sociale, dirà qualcuno, mica delle manifestazioni multicolor. E' vero soltanto in parte, perché di seminare in un campo fertile son buoni tutti. E' dove la terra è arida che si vede il contadino esperto.

In questo caso, il convegno di scena anche oggi e domani all'ex cinema Gloria di Como semina in una sorta di deserto. 

Ma il seme è buono. Basta vedere chi c'è per capirlo. 

C'è gente che tutti i giorni rischia di non vedere tramontare il sole a causa di ciò in cui crede. Non è una frase romantica questa. Nessun effetto speciale, è la verità

Quanto basta per portare rispetto, senza se e senza ma, come direbbe qualcuno.

E per dare un sostegno a gente che viene a mostrarci qualcosa che, probabilmente, non conosciamo.   


3 commenti:

Luisa L.G. ha detto...

Io penso che la sfida attuale dei poteri illegali (quelli forti intendo, non certo gli stranieri condannati per la Bossi Fini o i ladruncoli da quattro soldi)si giochi esattamente su questo terreno desertico di cui tu parli.
La criminalità organizzata si mimetizza nel tessuto sociale e si fa forte di questa pacificazione sociale che conta sulla contiguità del mondo politico, sociale, imprenditoriale.
E' una sfida culturale innanzitutto che ci impone di dire in modo netto da che parte stiamo, non a parole ma con i fatti.
Tutti siamo coinvolti e tutti volenti o nolenti abbiamo un ruolo in questa battaglia e non c'è bisogno di essere degli eroi, basta essere persone rette,tutto qui.
Altrimenti, anche se non siamo mafiosi rischiamo di favorire la mafia o di isolare chi della lotta ai poteri forti ha fatto una ragione di vita.
E quello che è più grave è che, a volte, neppure ce ne rendiamo conto.

Boh/ orientalia4all ha detto...

La legalità è un concetto ampio, se la applichi in modo preciso e totalitario. Anche non rallentare e fermarsi con il semaforo giallo, se ci pensi, è un'infrazione.

Volgio dire che essere perfettamente legali e rispettosi della legge è difficile, ma ci si riesce. Senza essere eroici o senza che sia così difficile. Certo, sul lavoro ci si sbatte il naso, ma si fa.

Se poi parli di legalità in senso alto, dei massimi sistemi, di riciclaggio, mafia, pedofilia, transnational crimes di ogni tipo, ecc., probabilmente il target dei lettori del tuo blog è già selezionato.:)

Furì ha detto...

Mi sono imbattuto in questo post un po' tardi rispetto all'evento a cui si fa riferimento. Ma non per questo rinuncio nel ringraziare chi l'ha pubblicato e chi ha contribuito nei commenti. In particolare nel passaggio "E' dove la terra è arida che si vede il contadino esperto.". Credo che la sfida di alcune realta come il Coordinamento comasco per la Pace vada proprio in questa direzione. Naturalmente le fatiche e gli insuccessi a volte rallentano e scoraggiano ma il ruolo che dobbiamo assumerci in questo cammino è importante. Grazie Mauro Oricchio - Coordinamento comasco per la Pace